Eugenetica

Apollo del BelvedereBene, bellezza, nobiltà: termini che per i nostri avi non potevano essere scissi. Per i greci l’ideale era il “Kalos kai agathos”, bello e di nobile spirito, e nella prospettiva platonica bello e bene sono coincidenti: il bene è bellezza e luce e viene identificato con lo splendore del sole, non è un caso quindi che le divinità solari (quali Apollo, Balder, Lug) siano sempre rappresentate come uomini giovani e belli.

Queste figure incarnarono la coincidenza dell’ideale estetico con quello etico: la perfezione dell’aspetto esteriore come maschera della perfezione interiore: chi è bello e nobile realizza la perfezione, la coincidenza tra maschera ed attore, ovvero realizza la consonanza con la propria personalità (per dirla in termini evoliani).

I due aspetti devono andare assieme per realizzare l’archetipo, ovvero adempiere al proprio dovere etico: bellezza esteriore e nobiltà ovvere disinteresse, abbandono dellasoddisfazione egoica e perseguimento del superamento di se stessi in vista di un obiettivo superiore. La bellezza diviene quindi simbolo, icona non importante in sè, ma per il significato, l’idea, a cui rimanda.

Guai a dimenticarlo e a mancare al proprio dovere cedendo alle lusinghe dell’egoismo, questo insegna il mito di Narciso, colui che, dotato di bellezza straordinaria, invece di esserne spronato verso un atteggiamento nobile e alla ricerca del vero bene, cade nella trappola dell’autocontemplazione, della ricerca della soddisfazione personale.

 

L’uomo ha sempre operato in modo da modificare la natura per adattarla alla propria volontà, nel corso dei millenni sono solo cambiati gli strumenti attraverso cui ciò si è realizzato: l’Uomo in quanto essere “aperto al mondo” e non specializzato, non chiuso nella semplicità della vita istintuale, è per costituzione essere agente, essere che crea costantemente il proprio rapportarsi con l’esterno ed invece di adattrsi in maniera specialistica ad un ambiente specifico ha sviluppato una potenzialità ed una creatività infinite che gli permettono di adattare l’ambiente alle proprie esigenze.

Ogni atto primigenio è sempre atto creativo teso a modificare la matura: dalla nascita di agricoltura ed allevamento, ovvero da quando l’Uomo interviene più massicciamente sulle speci vegetali ed animali e quindi dallo sviluppo delle grandi civiltà antiche, il messaggio racchiuso nei miti e nella sapienza tradizionale è questo. Il momento fondativo, eternizzato dalla sua ripetizione rituale è sempre atto simbolico e magico attraverso il quale una parte dell’ambiente viene separata (sacrificata, cioè resa sacra, separata) e manipolata per renderla rispndente alle esigenze degli uomini. Esempi sono gli atti fondativi, il potere “magico” della parola, il nominare, ovvero dare un nome (o scoprire un nome sconosciuto) e quindi arrivare a detenere un potere occulto sulla cosa nominata.
Ora sono cambiati i mezzi, non si usa più la magia, ma la tecnica, anche se per moltissime persone l’operare tecnico-scientifico ancora oggi ha un che di magico legato al processo di cui parlavo sopra, ovvero al detenere una conoscenza superiore e profonda delle cose. Oggi viviamo in un mondo desacralizzato, gli spazi ed il tempo sono resi profani, ma l’attività incessante di azione sulla natura risponde sempre all’impulso insito nella natura intima dell’Uomo. Si può rifiutare questa realtà e ritenere che gli strumenti offerti dalla tecnica moderna siano opera del demonio e quindi ritirarsi in luoghi isolati dove creare comunità utopiche (come coerentemente fanno alcune sette cristiane), oppure usare questi strumenti per materializzare principi trascendenti (quindi a-temporali), per recuperare la dimensione rituale collegata all’archetipo dell’azione e la sua sacralità per volgerla a fini superiori e sovraindividuali.

La stirpe, il gené, la gens, sono incarnazione della tradizione nel Sangue, nel volerli migliorare non per vanità o adesione a convenzioni sociali o mode, ma per rimuovere imperfezioni dovute alla “materializzazione” per avvicinarsi sempre più al suo archetipo ideale, nobile e quindi bello, è impresso il desiderio di un ritorno verso l’Origine.

 

21 marzo 2007 – 23 giugno 2008

Lascia una Risposta